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Ultima modifica il Giovedì, 19 Maggio 2016 14:12

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Film Lucania

Emozioni e incanti lungo le vie della Lucania.

Dal racconto "Sulle tracce di Rocco B." di Pierpaolo Grezzi presto tratto l'omonimo Film con la regia di Vincenzo Peluso.


Sulla base del bellissimo racconto "Sulle tracce di Rocco B." dello scrittore Pierpaolo Grezzi presto sara’ realizzata' la versione cinematografica con la regia e l'adattamento dell'attore/regista Vincenzo Peluso.

Tre amici quarantenni sulle tracce di Rocco Basilicata, figura misteriosa che fa da collante all'intero racconto, a bordo di una Volvo vecchio modello e con sottofondo la musica di Johnny Cash.
Tre amici alla scoperta di se stessi e della propria terra di Basilicata attraverso un intreccio sorprendente di vicende e incredibili colpi di scena.

Con le stesse parole dell’autore:

"Quella era la situazione piu` incredibile in cui si potessero trovare tutti e tre. Insieme, a quasi quarant’anni, sulle strade di una Basilicata addormentata, a cercare l’immagine di qualcuno che conoscevano appena, per motivi che conoscevano appena. Eppure correvano, correvano follemente... senza sapere esattamente cosa cercavano, da chi andavano, cosa avrebbero trovato. Ma correvano, perche´ in fondo quello era il loro sogno di sempre. Andare. E invece no, erano rimasti tutta la vita fermi, ad aspettare il momento in cui andare. Quella era la grande illusione dei sognatori in attesa, certi che la gioventu` sarebbe durata in eterno e che, prima o poi, sarebbe successo qualcosa."

Il quadro che ne esce fuori e’ un luccichio abbagliante di bellissimi dialoghi, fantastici scenari naturali, sorprendenti momenti di profonda introspezione inframezzati da pirotecnici colpi di scena.
E soprattutto ne esce fuori una Basilicata nascosta, misteriosa, quasi sfuggente, ma sempre accogliente; apparentemente matrigna ma definitivamente madre.

Un’identità’ lucana che alla fine accomuna tutti i personaggi.

"Stessa identita`, un’identita` profondamente lucana, che si sentiva perfettamente a proprio agio in quel luogo di confine tra materia e non-materia.
La Basilicata profonda altro non e` che questo, un confine tra fisica e metafisica, dove il grano e` grano, ma e` anche un’altra cosa. E dove la vite, gli aranceti, il colore delle fragole, l’odore del legno in parte e`, in parte non e` quello che sembra. Dove la bellezza struggente degli occhi vivi della gente e` sempre velata da una grande colpa, una colpa segreta da espiare. Dove tutto e` immerso nel tempo, sebbene il tempo non esista. Dove tutto e` impossibile nel mondo materiale, sebbene nel culto, nella liturgia, nella cura, nel sogno tutto divenga fatalmente possibile."

“Nulla si realizza che prima non sia stato un sogno”.
Mi si consenta l’autocitazione dal mio primo libro, ma e’ la frase che meglio rende il mood dei personaggi del racconto di Grezzi, del Film che ne seguira’, e delle sensazioni ricevute nei piacevolissimi incontri con il regista.

Il sogno di tre quarantenni alla ricerca dell’America perduta e che si ritrovano invece a riscoprire se stessi e a respirare la propria terra come mai prima di allora.
Il sogno di un attore/regista Vincenzo Peluso, gia’ straordinario protagonista ne “Il ladro di bambini “ di Gianni Amelio e in “Un uomo per bene” nei panni di Gianni Melluso, nella memorabile scena del confronto con Michele Placido/Enzo Tortora.
Il sogno di Vincenzo Peluso di portare a termine il suo progetto cinematografico sulle vie della terra di Lucania.
Il sogno di concorrere a valorizzare un frammento importante del “Pianeta Sud”.

Chi volesse contribuire alla realizzazione di questo sogno, sia sponsor privati che Enti Istituzionali, puo’ avviare contatti direttamente con il regista qui: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Vincenzo Peluso, attore e regista, dopo aver esordito nel 1992 nel premiatissimo “Il ladro di bambini” di Gianni Amelio, intraprende una carriera segnata da film d'autore. Appare poco dopo in Libera di Pappi Corsicato, che lo farà protagonista del successivo, controverso e acclamato "I buchi neri".
Dopo che il Festival di Ginevra '95 lo annovera uno dei più promettenti attori europei, interpreta uno dei ruoli maggiori in “La mia generazione” di Wilma Labate, nominato all'Oscar come miglior film straniero.
Nel 1998 è in Per tutto il tempo che ci resta, l'anno seguente è protagonista di ben tre pellicole: Un uomo perbene, Vuoti a perdere e Prima del tramonto, trionfatore al Festival di Annecy. Appare in diverse fiction e miniserie televisive.
Negli ultimi anni ha portato in giro il suo recital napoletano "Napoli cu' poco e niente", dedicato a Totò, ed ha diretto molti cortometraggi indipendenti. Vincenzo suona benissimo la chitarra con la quale spazia dal classico napoletano alla musica leggera, dal genere demenziale alla canzone umoristica.

grezziPierpaolo Grezzi, scrittore, sceneggiatore, studioso di filosofie orientali, collabora con la facolta di filosofia dell'universita' di Roma “La Sapienza”.
E' vicepresidente dello IASEM  (Istituto alti studi euro mediterranei).
Ha scritto diverse opere teatrali; tra i suoi ultimi lavori "La catena a due ganci".

Ultima modifica il Mercoledì, 29 Ottobre 2014 16:29

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Meteonews 14

ARRIVA IL VERO INVERNO!
Gelo e neve almeno fino al 19 dicembre

 

Un blocco d'aria gelida è in procinto di raggiungere l'Italia. Arriva il Generale Inverno. Le correnti occidentali stanno temporaneamente sostituendo quelle fredde settentrionali. I venti da nord resisteranno soltanto sulle Alpi, ma sarà un breve intermezzo. Da lunedì tornerà il freddo, poi arriverà il gelo e la neve su alcune regioni.

Il dado è tratto. La prossima settimana prepariamo giubbotti, guanti e sciarpe: arriverà l'Inverno. E stavolta non si limiterà a raffreddare il Nord Italia. No. Stavolta sarà  diverso, perché diversa è la natura dell'aria fredda. Le scorse volte era giunta dall'Artico, nei prossimi giorni verrà invece da est, da territori continentali. E' un tipo d'aria diversa, gelida, pesante. Si insinua nei bassi strati e ci fa battere i denti. E porta la neve. Dove? Nelle regioni del versante Adriatico, al Sud ed anche in qualche settore insulare.

Lunedì si inizierà a sentire un po' di freddo. I venti si disporranno ovunque da N/NE, ci sarà una discreta nuvolosità nelle regioni del versante Adriatico e verso sera tornerà ad affacciarsi qualche fenomeno. Stavolta la neve potrebbe scendere a bassissima quota, forse anche sulle coste marchigiane entro fine giornata. Qualche fiocco coreografico pare destinato a manifestarsi sull'Emilia Romagna, mentre parziali annuvolamenti coinvolgeranno anche il basso Piemonte, la bassa Lombardia, la Liguria e le due Isole.

Da martedì spazio al gelo. Le temperature caleranno ancora e diminuiranno ulteriormente nelle giornate di mercoledì e giovedì. Probabilmente si formerà una Bassa Pressione in prossimità dello Ionio, una figura che spingerà nubi abbastanza vivaci nelle regioni del versante Adriatico, al Sud e nelle aree esposte delle Isole. Annuvolamenti che causeranno precipitazioni sparse, a carattere nevoso sin sulle coste marchigiane, abruzzesi, molisane e pugliesi. Su Lucania Campania e alta Calabria fioccherà a quote collinari, mentre di notte sarà gelo in  tutta Italia. Nelle Alpi e sui rilievi in genere il gelo sarà ancor più intenso e si preparano vere e proprie giornate di ghiaccio.

Chi aspettava l'Inverno, beh, non dovrà attender tanto.

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Dettagli previsioni 13 dicembre - 18 dicembre 2010

Lunedi 13
Impulsi freddi da nord, venti da nord e nordest, e da nord in Liguria, instabile con rovesci su adriatiche specie Marche con neve a 300m, rovesci al sud su Puglia, Lucania, Calabria, neve a 500m, locali piovaschi su basso Lazio-latina-frusinate, peggiora la sera su Romagna-Rimini e Marche e Abruzzo, con neve su Riminese-Marche a 100m.

Martedi 14
Aria fredda da nordest: neve su Marche e Abruzzo fino a bassissima quota con tendenza a fiocchi sino a fondovalle e misti vicino al mare, piogge e neve a 200m su nord Puglia, peggiora su Calabria, Lucania, est Sicilia, neve in collina, peggiora su basso Lazio, peggiora su est Sardegna con neve a 600. In serata e notte molto instabile al sud e Sicilia, neve 500m in calo a 300m, piogge e nevicate deboli sulle adriatiche.

Mercoledi 15
Circolazione depressionaria al sud con aria fredda gelida da est, quindi fiocchi dal Riminese al Gargano, piogge su Puglia, Lucania e Irpinia con neve a 300m, temporali sulla Calabria con neve a 400m, rovesci su nord Sicilia ed est Sicilia con neve a 600m, piogge locali su est Sardegna. Buono altrove e gelate.

Giovedi 16
freddo ovunque, instabile per una blanda circolazione depressionaria sull'Italia, fiocchi sulle adriatiche dal Riminese alla Puglia, cresce l'instabilità tra le Isole Maggiori, peggiora sulla Sardegna con neve a 200m, piogge e neve in collina su ovest e nord Sicilia con tendenza a ulteriore peggioramento sulla Sicilia, e poi Calabria, neve a 300m.

Venerdi 17
Ancora intenso maltempo per una bassa pressione molto fredda che persistera' sul mediterraneo e sull'Italia; precipitazioni sparse e nevicate a bassa quota su tutto il centro sud e stavolta anche sui versanti tirrenici.

Sabato 18
Inizia il cambio di circolazione,
ma la previsione richiede aggiornamenti essendo lontana nel tempo. Aria umida da ovest e sudovest, peggiora con piogge in Liguria con neve a bassissima quota, segnale di un peggioramento al centronord e Isole verso tutte le regioni

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La Redazione

11 dicembre 2010 ore 16.15.00

Ultima modifica il Sabato, 10 Maggio 2014 14:53

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Vulcano Marsili

 

Vulcano Marsili, il gigante sommerso nel Tirreno. Pericolo tsunami per le coste del Sud Italia.

 

Il vulcano sottomarino Marsili, al largo del Golfo di Policastro, potrebbe provocare un terrificante Tsunami.

 

«Potrebbe succedere anche domani. Le ultime indagini compiute dicono che l’edificio del vulcano non è robusto e le sue pareti sono fragili. Inoltre abbiamo misurato la camera di magma che si è formata negli ultimi anni ed è di grandi dimensioni. Tutto ci dice che il vulcano è attivo e potrebbe eruttare all’improvviso».Enzo Boschi presidente dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, pur nella cautela, ha toni preoccupati raccontando i risultati dell’ultima campagna di ricerche compiute sul Marsili, il più grande vulcano d’Europa, sommerso a 150 chilometri dalle coste della Campania. Dal fondale si alza per tremila metri e la vetta del suo cratere è a 450 metri dalla superficie del mare. La sua struttura è imponente essendo lunga 70 chilometri e larga 30. È un mostro nascosto di cui solo gli scandagli hanno rivelato il vero volto. Intorno si sono osservate diverse emissioni idrotermali con una frequenza ultimamente elevata e proprio queste, unite alla debole struttura delle pareti, potrebbero causare crolli più inquietanti della stessa possibile eruzione. Di recente sono stati registrati due eventi, per fortuna contenuti. «La caduta rapida di una notevole massa di materiale — spiega Boschi — scatenerebbe un potente tsunami che investirebbe le coste della Campania, della Calabria e della Sicilia provocando disastri». Nel cuore del Marsili gli strumenti hanno dato un volto alla camera di magma incandescente che si è formata e che oggi raggiunge le dimensioni di quattro chilometri per due: è come una pentola ribollente con il coperchio ben tappato. Il Marsili è da anni un sorvegliato speciale per alcuni segni lanciati.


La sua storia si confonde nel tempo e non si sa quando sia avvenuta l’ultima eruzione: di certo in epoche lontane. Ma proprio i segnali emessi hanno indotto a studiarlo e l’ultima campagna iniziata in febbraio con la nave oceanografica Urania, del Cnr, ha fatto aumentare la preoccupazione. Le frane rilevate indicano una instabilità impossibile da ignorare. «Il cedimento delle pareti — nota Boschi — muoverebbe milioni di metri cubi di materiale, che sarebbe capace di generare un’onda di grande potenza. Gli indizi raccolti ora sono precisi ma non si possono fare previsioni. Il rischio è reale e di difficile valutazione ». La ragione sta nella situazione in cui si trova il vulcano. L’Etna in questi anni è stato tappezzato di strumenti in grado di avvisare se un’eruzione è imminente, almeno con un certo margine di preavviso. Il Marsili non solo è sommerso ma è privo di queste sonde pronte ad ascoltare le sue eventuali cattive intenzioni. Bisognerebbe installare una rete di sismometri attorno all’edificio vulcanico collegati a terra ad un centro di sorveglianza. Ma tutto ciò è al di fuori di ogni bilancio di spesa. Con le risorse a disposizione si collocherà qualche nuovo strumento ma non certo la ragnatela necessaria. «Quello che serve — conclude Boschi—è un sistema continuo di monitoraggio, per garantire attendibilità. Ma è costoso e complicato da realizzare. Di sicuro c’è che in qualunque momento potrebbe accadere l’irreparabile e noi non lo possiamo stabilire». 


Fa specie sentire parlare di tsunami nel mediterraneo; in uno studio avviato dopo il maremoto del 30 dicembre 2002 che interessò Stromboli, ha evidenziato che negli ultimi 2000 anni vi sono stati 72 movimenti anomali del mare che hanno interessato le coste italiane con diversa intensità. 
I dati ufficiali forniti dallo Tsunamis research team, dall'Università di Bologna e dall'Ingv individuano le seguenti aree interessate: Liguria (14 eventi); Stretto di Messina, Sicilia Orientale, Calabria meridionale tirrenica, Isole Eolie (23 eventi); Adriatico (10 eventi); Golfo di Napoli (10 eventi); Toscana (3 eventi); Sicilia settentrionale (2 eventi); Sicilia meridionale (2 eventi); Calabria settentrionale ionica (1 evento); Lazio (1 evento).

Un dato preoccupante è rappresentato dall'evidenza che ben 18 tsunami del passato (di diversa importanza) sono avvenuti nei mesi estivi, quando centinaia di migliaia di persone distribuite lungo le coste e le spiagge. Alla luce del recente allarme lanciato dall'Ingv si auspica un tempestivo intervento da parte del governo, un'interpellanza parlamentare sui rischi, qualche azione per introdurre le necessarie precauzioni... l' augurio e' che i rappresentanti delle istituzioni non attendano il prossimo maremoto per avviare azioni di prevenzione.

Pianeta Sud - Aprile 2007 

 

 

 

Vulcano sottomarino Marsili: rischio di maremoto nel Tirreno - allarme dal CNR

Niente allarmismi, ma un monitoraggio del Golfo di Policastro, si renderebbe davvero necessario. Non tutti sanno che l' area tra Campania Basilicata e Calabria è cinturata da una serie di vulcani potenzialmente pericolosi: il Palinuro, ma soprattutto il Marsili. Lo studio del C.N.R. ne ha rilevato gli aspetti più pericolosi. Alto 3000 m. il vulcano sottomarino Marsili dista 150 km. a sud del golfo di Napoli e 70 km. dalle isole Eolie. Si sviluppa da 3000 a 505 m. di profondità. Lungo 55 km. e largo 35, ha due milioni di anni, le sue fumarole furono riprese nel 1990 da un video-robot di ricercatori americani.
Non meno pericoloso è il Palinuro, altro vulcano sommerso della cintura Tirrenica. Dista circa a 150 km. dal golfo partenopeo e a 83 dalla costa calabra di Diamante, in direzione nord-est rispetto al Marsili. L'origine risale a meno di due milioni di anni fa.
La pericolosità di questi vulcani è legata al fatto che possono essere definiti una vera e propria cintura di fuoco immersa negli abissi: il Vesuvio, il Marsili, il Valinov, il Palinuro, i vulcani delle Eolie. Il loro risveglio potrebbe essere drammatico per i paesi costieri della Calabria, della Campania e della Basilicata.  Di qui, la necessità di "non abbassare minimamente la guardia", senza drammatizzare i toni delle notizie che gradualmente si ricevono, ma sviluppare iniziative sempre più fitte di "Ricerca e di Monitoraggio Avanzato".

Vulcano MarsiliVulcano Marsili


Scoperto il più grande vulcano d'Europa, il Marsili, in piena attività, a metà strada tra Salerno e Cefalù
Coste del Tirreno meridionale a rischio maremoto. Uno tsunami, un' immensa onda simile a quelle che periodicamente si abbattono sui Paesi del Pacifico (come Giappone e Indonesia), potrebbe infatti colpire Calabria, Campania e Sicilia.
L'allarme arriva dal progetto Tirreno del Cnr, una serie di ricerche che hanno portato alla scoperta del più grande vulcano d'Europa, il Marsili, un gigante in piena attività che si innalza di 3.000 metri dal fondo del Tirreno meridionale, a metà strada tra Salerno e Cefalù, arrivando fino a -500 metri, lungo 65 chilometri, largo 40 e con un volume di 1.600 metri cubi.
"Sui fianchi del Marsili - ha detto il responsabile del progetto, Michael Marani - si stanno sviluppando numerosi apparati vulcanici satelliti, molti dei quali hanno dimensioni comparabili con il cratere dell'isola di Vulcano". Su alcuni dei vulcani sottomarini, ha aggiunto, "sono state identificate le tracce di enormi collassi di materiale dai fianchi e questi collassi potrebbero provocare maremoti estremamente pericolosi per le regioni costiere, in particolare le Eolie, Calabria e Campania". Il Tirreno è il mare più giovane del Mediterraneo, ha poi rilevato lo studioso del Cnr, "e per questo è ancora molto instabile e riuscire a capire e monitorare questi fenomeni è importante, perché, non essendo visibili, possono dar luogo a rischi elevati".
Oltre al Marsili, nel Tirreno (tra Sardegna e Lazio) c'è un altro grande vulcano sottomarino, il Vassilov, che però, essendo più vecchio (6-7 milioni di anni fa contro i 2 del Marsili), è anche più stabile.
Ma dal fondo del mar Tirreno non arrivano soltanto insidie. Infatti, le ricerche del Cnr, ha osservato Marani, "nella porzione sommersa dell'edificio vulcanico di Panarea, a circa 80 metri di profondità, hanno scoperto l'esistenza di depositi di solfuri di piombo, rame e zinco, ossidi ed idrossidi di ferro e manganese, giacimenti che in un futuro prossimo potrebbero anche essere sfruttati economicamente".
Il progetto ha inoltre messo in luce il destino del materiale eroso dalle montagne che circondano il Tirreno, trasportato dai fiumi fino al mare. Sono stati infatti evidenziati sistemi di drenaggio sottomarino attraverso cui i sedimenti vengono trasferiti dalle aree costiere alle porzioni centrali abissali del Tirreno. I più importanti assi di questi sistemi di drenaggio sono il Canyon di Stromboli e la Valle della Sardegna, posti rispettivamente nel versante calabro ed in quello sardo.
Questi canali sottomarini, larghi fino a 4 chilometri e profondi centinaia di metri, solcano i fondali con lunghezza fino a 250 chilometri. I ricercatori del Cnr hanno navigato per 100 giorni nel Tirreno, percorrendo 36.000 chilometri, per portare a termine la prima carta geologica di un mare intero.

 

Pianeta SUD - Maggio 2010

Ultima modifica il Sabato, 03 Gennaio 2015 12:28

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