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Sulle
tracce perdute
dei
paesi fantasmi
Nel Sud Italia sono vari i borghi
carichi di storia e completamente abbandonati da decenni. Oggi sono
diventati meta di un turismo alternativo e clandestino.
CRACO - Basilicata
Craco vecchio è uno dei più suggestivi paesi fantasma italiani.
L'origine medioevale di Craco si rispecchia nell'architettura spontanea,
costruito con pietra e mattoni tagliati con il sapere artigiano
tramandato da padre in figlio. Le case in pietra sono intrecciate tra
loro intorno al Castello che dall'alto della rupe domina il paese.
I vicoli e le strade di Craco hanno visto crescere e morire centinaia di
generazioni lucane, conservandone il loro spirito artigiano ed il sapere
di un mondo antico.
Dal 1963, una frana pose fine alla storia millenaria di Craco
trasformandolo in uno dei più suggestivi paesi abbandonati della
Basilicata.
CONZA - Campania
A seguito del terremoto del 1980 l'abitato storico, in collina e nei
pressi dell'antica Compsa, rimase disabitato ed esso resta in fase di
ristrutturazione per fini storico-turistici. L'abitato provvisorio,
composto da prefabbricati, sorse lungo la sponda meridionale del lago
nei pressi della zona industriale; ed è oramai disabitato e parzialmente
in dismissione. Il nuovo insediamento conzano, sorto alcuni anni dopo il
sisma, si trova ai piedi della collina, ed a breve distanza, sulla quale
sorge l'abitato storico.
ROMAGNANO - Campania
Romagnano, in provincia di Salerno, è arroccato su uno sperone montuoso
e si affaccia sulla profonda gola della Valle del fiume Bianco. Intorno
ci sono alti rilievi e pareti di roccia scoscese su precipizi. Il paese
dopo il terremoto del 1980 è stato del tutto abbandonato, mentre negli
anni 60 si contavano più di 600 abitanti. Di origine medioevale,
Romagnano ha vissuto una storia molto simile a quella di altri
agglomerati montani a regime pastorale, storia legata alle vicende e
alle sorti delle proprietà feudali.
MELITO - Campania
Melito Irpino era un tipico borgo medioevale. Vi si trovano ancora il
vecchio castello e la chiesa di S.Egifio. Il resto del paese è stato
raso al suolo per ragioni di sicurezza in seguito al sisma del 1962 ed
ora e' annoverabile tra i borghi fantasmi piu' suggestivi.
AFRICO - Calabria
Centro dell’Aspromonte fondato nel IX secolo A.C. dagli abitanti di
Delia, o Deri, colonia locrese situata forse alla foce della fiumara San
Pasquale. Le alluvioni del 1951 e del 1953 hanno tragicamente distrutto
l'abitato costringendo la popolazione a cercare riparo altrove. Per
arrivare ad Africo si può seguire la via Bova Marina-Bova-Campi di Bova.
ROGHUDI - Calabria
Sulle pendici meridionali dell'Aspromonte in provincia di Reggio
Calabria, a 600 metri sul livello del mare sul torrente Amendolea
troviamo, tra montagne impenetrabili, il vecchio abitato di Roghudi.
L’abbandono fu deciso a seguito di forti alluvioni avvenute tra 1971 e
il 1973. Il paese, fino ad allora sede comunale, fu dichiarato
totalmente inagibile.
AMENDOLEA - Calabria
Abbandonato in seguito al terremoto del 1908 e poi, in maniera
definitiva, dopo le alluvioni del 1956, si trova nell’entroterra
aspromontano.
Attualmente conta circa 400 abitanti. La popolazione dell’intero paese
(Condofuri, San Carlo, Amendolea e Gallicianò) si aggira intorno alle
6000 unità.
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