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Premio OSCAR GREEN 2010: l'azienda “Vivai
Azzato” di Satriano di Lucania è sul podio nella categoria “Stile e
Cultura d’Impresa”.
Per la prima volta un’azienda lucana è protagonista di “Oscar Green”,
il prestigioso concorso nazionale giunto ormai alla quarta edizione,
promosso da Giovani Impresa Coldiretti con l’Alto Patronato del
Presidente della Repubblica che premia i giovani imprenditori agricoli
che si sono messi in discussione decidendo di puntare sul rilancio del
settore. 800 le imprese partecipanti (8 aziende della Basilicata), 18 i
finalisti nelle 6 categorie: “Stile e cultura d’impresa” “Esportare il
territorio” “Campagna Amica” “Sviluppo Locale” “Sostieni il clima” e
“Oltre la Filiera”.
L’azienda Vivai
Azzato di Satriano di Lucania è sul podio nella categoria “Stile
e Cultura d’Impresa”.
Tale categoria pone principalmente l'accento sulla creatività e
originalità come fattori alla base del successo imprenditoriale. Essi si
legano ad una rigorosa capacità di analisi del mercato, alla vision
futura, all’abilità progettuale, all’utilizzo di tecnologie informatiche
(ICT) e, infine, alla messa a punto di adeguate strategie di sviluppo.
L’azienda Vivai
Azzato, nata nel 2006 dalla passione e dall’esperienza
tramandata di padre in figlio della ricerca del tartufo, si occupa della
produzione di piante micorizzate con tartufo. Si avvale dell’aiuto e
della professionalità di esperti del dipartimento di Biologia
dell’Università di Perugia, che analizzano, controllano e certificano le
piante che verranno vendute.
“Sono felicissimo – ha affermato Cristiano Azzato giovanissimo
titolare dell’azienda agricola - per il riconoscimento ottenuto che
ripaga gli sforzi quotidiani che da quattro anni accompagnano il mio
lavoro. La scommessa di produrre piante micorrizate con tartufo nasce
anche dal profondo amore che nutro per la mia regione. La terra lucana,
sebbene pochi lo sanno, è l’habitat ideale per la nascita di molte
pregiate qualità di tartufo: Nero pregiato, Scorzone, Bianchetto,
Moscato. È per questo motivo che, riconvertire a tartufaia terreni
marginali, scoscesi ed impervi, in cui la coltivazione di cereali è
complicata e di bassa resa, può dare una fonte di redito aggiunto ai
miei colleghi imprenditori agricoli in affanno. Il mio sogno è quello di
partire dall’enorme potenziale inespresso che offre la Lucania e creare
una filiera agroalimentare tutta lucana del tartufo, con l’augurio di
poter esportare, poi, in tutta Italia e non solo, i prodotti alimentari
che si ricavano dalla lavorazione del prezioso fungo.”

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